Cast: Diego Abbatantuono, Bombolo, Ennio Antonelli, Renzo Montagnani, Giorgio Bracardi, Leo Gullotta, Maurizio Micheli, Andy Luotto, Mario Marenco, Simona Marchini, Carlo Monni, Lucio Montanaro, …
Citazione: “Sò un cittadino che vorrebbe collaborare” – “Ma che succede sentiamo sparare! Cos’è un regolamento di conti?!” – “No peggio! un regolamento de culi!”
Capita di non avere il tempo per più di 1 mese e mezzo di aggiornare questo blog…capita di cambiare lavoro…capita di aspettare il momento giusto per dare certe notizie.
Ecco quindi che dopo quasi 2 anni di fruttuosa collaborazione con Intarget.net, in aprile 2009 ho deciso di evolvere la mia posizione professionale accettando la sfida propostami da Primi sui Motori SpA, la prima azienda italiana per fatturato e per numero di clienti nel settore del web marketing e in particolare del SEO.
Dopo quasi un mese di esperienza in Primi sui Motori, posso riscontrare tanti aspetti positivi e soprattutto tanto (anzi tantissimo!) lavoro da fare: si tratta di realizzare qualcosa di veramente grande e innovativo nel settore del web marketing italiano…
…in questo caso il dialetto tarantino mi viene in aiuto per rendere l’idea: “amm vedè…diss u ci’cat!”
Per puro caso oggi ero davanti alla tv intorno alle 13.30: cercando degli aggiornamenti sulla tragica situazione in Abruzzo, guardavo il TG1 che, dopo i vari servizi del caso, ha vomitato un interminabile insulto sulla gente che in queste ore sta provando un dolore inimmaginabile.
Difatti la redazione del TG1 ha pensato bene di cogliere l’occasione di una tragedia irreparabile, per dare dettagliatissima comunicazione di tutti i dati relativi allo share del telegiornale e trasmissioni annesse e ricollegate al terremoto, sottolineando gli altissimi picchi sul numero di telespettatori.
Ecco lo schifoso minuto di sciacallaggio su chi non c’è più e su chi non ha più una casa e una famiglia:
Non mi è mai capitato di scrivere sul questo blog di clienti o potenziali tali, ma ritengo che nel caso dell’Hotel Cellaidebba andare al di là delle ragioni lavorative e dedicare un doveroso approfondimento.
Da tempo infatti volevo segnalare questa splendida struttura ricettiva a Firenze (unica nel suo genere), che ho avuto la fortuna di visitare circa un mese fa grazie alla non comune gentilezza e ospitalità del suo titolare e creatore, Francesco Cavallo.
L’Hotel Cellai infatti è il frutto di una ricercatissima attività di architettura e arredo di Francesco (persona di cultura superiore!), che fanno del posto una boutique d’arte, fonte di meraviglia e stupore: addentrandosi infatti nei vari ambienti in cui trascorrere ore di vero relax, si scoprono opere d’arte (di tutti i generi, dall’antico al moderno), meravigliosi divani e poltrone d’epoca, un’area in cui prendere un aperitivo, una sala in cui giocare su un bellissimo biliardo (d’epoca anche questo), un ambiente dedicato a eventi, una meravigliosa terrazza affacciata sul centro storico di Firenze.
A volte capita di guardare le foto di un hotel sul sito di riferimento e poi andarci di persona non trovando effettivamente ciò che queste davano a credere; nel caso dell’Hotel Cellai l’effetto è l’esatto contrario: le foto presenti in rete non rendono reale giustizia al posto, la ricercatezza del quale, mi rendo conto, sia molto difficile da rinchiudere in digitale.
Infine una nota sui prezzi: il “Boutique” Hotel Cellai è un tre stelle (ma se fosse per la particolarità e il fascino del posto, ne meriterebbe almeno 5!) quindi rispetto a ciò che offre, dà un ottimo rapporto qualità-prezzo.
Consigliatissimo per chi vuol stare a Firenze e non cerca solo una stanza per pernottare.
Nonostante ci sia passato diverse volte, nel weekend mi sono soffermato tra gli scaffali della Libreria Internazionale in Via dei Volsci nel Quartire San Lorenzo di Roma.
La piccola libreria fondata nel 1998 da Valerio Marchi, sociologo skinhead scomparso improvvisamente nel 2005, incentra la sua tematica di riferimento sui movimenti antagonisti giovanili (culturali, politici, musicali, calcistici,…) presentando un’offerta libraria molto ricercata: tanti i volumi italiani e esteri (alcuni molto difficili da reperire) su movimenti skinhead, hooligan, ultras, ecc…
In completo stile “San Lorenzo” accanto la libreria spicca un murales dedicato a Valerio Marchi e alla sua scomparsa: peccato che non sia riuscito a trovare per il momento i suoi libri (in particolare vorrei leggere “La sindrome di Andy Capp. Culura di strada e conflitto giovanile”) a quanto pare molto difficili da trovare anche per la libreria.
Mi sono “accontentato” di prendere un classico trai i volumi sull’hooliganismo, che da tempo volevo comprare: “Congratulation. You have just met the I.C.F.” di Cass Pennant.
A 60 anni dalla nascita del mitico fiore sbocciato nella mente di Adi Dassler, ormai da circa 1 mese anche le tv italiane passano il nuovo bellissimo spot televisivo per Adidas Originals: un party “cool” in casa, in cui la gente fondamentalmente sembra divertirsi da matti, trasmettendo un enorme senso di coinvolgimento, anzi quasi di invidia da parte di chi guarda e non c’è!
Sulle note di Beggin’ (Pilooski remix), ballano e fanno casino diversi vip (più o meno conosciuti in Italia) come cantanti (come Missy Elliot), sportivi (come David Beckam), stilisti (come Jeremy Scott): tra l’altro lo spot è stato anticipato da un “caming soon”, in cui tutti i vip poco prima del party si parlano e si organizzano al telefono.
Per la cronaca la camapagna (che ovviamente non si limita solo alla tv, ma ad esempio presente su Facebook con un gruppo e un’applicazione) è il frutto del lavoro dell’agenzia Sid Lee di Montreal, a cui Adidas si è affidata dal gennaio 2008.
Ecco lo spot in versione itegrale…tre strisce come lifestyle! lll
Ho appena finito di leggere “Acab: All cops are bastards“, libro di Carlo Bonini, che prende il nome dal famigerato acronimo, nato negli anni ‘80 come il titolo di una canzone di una band inglese Oi!, e che oggi ormai è possibile leggere sui muri di tutte le città italiane.
Si perchè ormai con una sigla (scritta o pronunciata o portata su una maglietta, spesso senza saperne il significato!) si tende a rappresentare e comunicare l’astio (anzi direi l’odio) nei confronti delle forze dell’ordine, e in particolare dei reparti celeri della Polizia.
Cercando di analizzare il problema dall’interno, Bonini pone il duplice punto di vista di quelle che ormai sono opposte fazioni, celerini vs “gli altri” (a volte ultras, a volte manifestanti di idee più o meno politiche, a volte entrambe le cose), che per ragioni svariate si ritrovano a fronteggiarsi in strada sempre più spesso.
Per quanto sia molto difficile dare pareri certi in merito, in Acab è possibile farsi un’idea sulla situazione, leggendo storie concrete sulle più recenti e attuali vicende italiane di scontri: dalla Diaz di Genova, alla morte di Gabriele Sandri, dalla discarica di Pianura al problema Rom.
Acab: All Cops are Bastards
di Carlo Bonini
edito da Einaudi
194 pagine
16,50€
Grazie all’iniziativa di Vittorio Vespucci e Monica Nitti, è online Polveri alle Stelle, il documentario collettivo su Taranto e l’inquinamento: 36 minuti di immagini, interviste e esperienze dirette che testimoniano la gravità della situazione ambientale nella città dei due mari.
Dalla grande industria all’inquinamento, dal ricatto occupazionale alla diossina, dagli altiforni al minerale nei polmoni, Polveri alle Stelle vuol essere un modo di reagire e di sperare in un futuro postindustriale possibile.
Il documentario e visibile sul sito www.polveriallestelle.org, da cui è possibile scaricarlo in diverse versioni.
A due passi dalla stazione a Pisa è possibile visitare un simpatico negozietto ben fornito di diversi capi casual style, unico nel suo genere dalle parti della torre pendente.
Sto parlando di “Made in England“, cioè pochi metriquadri in cui respirare un aria molto english e grazie ai consigli dell’appassionato titolare trovare diversi casual brand britannici, come Ben Sherman, Lyle & Scott, Fredd Perry e Baracuta.
In particolare per quanto riguarda i giubbotti Baracuta (per la cronaca capo storico indossato da Elvis, Frank Sinatra e Stive McQueen!), di cui ero alla ricerca da tempo ad un prezzo accessibile (!), sono finalmente riuscito a trovarne l’ultima Harrington Jacket prodotta in collaborazione con Ben Sherman.